VIAGGI

In viaggio… occhio alle bufale!

Quando decidete la meta per un viaggio qual è la prima cosa che fate?
Probabilmente vi fiondate in libreria, acquistate una guida e vi immergete nella lettura di posti da sogno, spiagge esotiche, osservando paesaggi idilliaci e prendete appunti. Bene, ma occhio alle bufale! Perché le guide sono scritte da professionisti che sanno come accattivare il lettore e riescono ad attirarne l’attenzione condendo con aggettivi come “meraviglioso”, “unico nel suo genere” ed “imperdibile” persino la descrizione del paesello sperduto ad inculandia dove in realtà non c’è una mazza di imperdibile da vedere.
O magari vi indicano quel ristorantino “dall’imperdibile” atmosfera romantica, dove si mangia un cazzo ma si paga tanto, in cui lavora quel famoso chef 5 stelle Michelin che se andava a scuola di cucina da mì nonna era meglio…
Negli ultimi anni, viaggiando spesso in Canada, anche io mi affido alle guide, ma prendendo con le pinze parola per parola di ciò che trovo scritto.
La maggior parte delle volte preferisco orientarmi leggendo i travelblog in cui trovo le esperienze dirette dei viaggiatori che riportano fedelmente la realtà dei fatti, o meglio dei luoghi, nei loro post.
Ma l’inc****a è sempre dietro l’angolo quindi per evitarvela, vi racconto la nostra ultima esperienza qui in Québec.
armagh 2Ultimamente ci è capitato sotto mano un volantino pubblicitario con l’immagine di una bellissima cascata immersa nel verde di un rigoglioso parco, la pubblicità definiva il luogo come “la cascata più bella del Québec” fatto confermato da un sito internet turistico -e sottolineo turistico- che riportava sotto la stessa fotografia gli immancabili aggettivi “meraviglioso” ed “imperdibile”.
Bene, ci siamo lasciati convincere e, pronti per una nuova avventura, ci siamo diretti al parco di Armagh, distante poco più di un’ora dalla città..
Il paese di Armagh è composto da 3 fattorie, una scuola, una chiesa, un depanneur e dal parco con tanto di “imperdibile” e “meravigliosa” cascata.
Effettuato l’ingresso -a pagamento- al parco ci avventuriamo per i sentieri nella foresta muniti di zaini e mappa.
Il paesaggio è circostante è veramente bello, i sentieri sono curati, il verde brillante, la foresta pullula dei suoi piccoli abitanti come scoiattoli, puzzole ed orsetti lavatori che scrutano incuriositi ed intimiditi il nostro passaggio. Sulla mappa sono segnalate due cascate, ci dirigiamo verso quella più vicina. Dopo una buona mezz’ora di cammino e di salti del piccoletto arriviamo sul versante alto della cascata di Armagh, per osservarne il salto percorriamo un lungo ponte sospeso, superando la paura del vuoto che si apre sotto di noi. Terminato il ponte… termina il sentiero. Non c’è modo di scendere per osservare la cascata dal basso, per vederla così come viene descritta in foto, fine dei giochi bisogna tornare indietro da dove siamo arrivati.IMG_6476armagh 5Ma come, nella foto c’è un tunnel che passa di fianco alla cascata… aspetta non è che forse è l’altra e non questa? Ma l’indicazione segnava di prendere il sentiero numero 3? Bè magari è il 5 hai letto male…
Decidiamo di tornare indietro e di dirigerci verso la seconda cascata indicata sulla mappa. Lungo il sentiero di fermiamo in un’adorabile area picnic e gustiamo il pranzo al sacco contenuto negli zaini -con tanto di caffè della moka nel thermos che una volta serviva a scaldare il biberon del latte, non c’entra niente col post ma ve lo scrivo perché sono molto “orgogliona” di questa genialata-.
Continuiamo il cammino percorrendo ponti spospesi, ripidi passaggi a picco sul fiume, attraversando tunnel, salendo e scendendo scalinate (com’è che le scale qui le vinco sempre?).
armagharmagh 3 Seconda sosta, seconda cascata.
E di nuovo il paesaggio non ha niente a che vedere con la fotografia del volantino pubblicitario. Mmm.
Terminiamo la passeggiata nel parco spostandoci al suo interno tra laghi, sottobosco profumato e segnali del passaggio di cervi; infine rientriamo verso il punto di partenza, arrivati al parcheggio chiediamo informazioni ai guardiaparco credendo di aver sbagliato qualcosa, di aver preso diramazioni errate lungo il nostro cammino.
No, tutto regolare, ci confermano che “l’imperdibile” e “meravigliosa” cascata, “la più bella del Québec” è visibile solo dall’alto.

‘Na fregatura insomma.

Ma i nostri eroi, anche se fregati, non si sono scoraggiati. Testardi come muli e decisi a vedere la cascata nella sua interezza, saliamo in macchina e usciamo dal parco. Poco distante notiamo delle macchine parcheggiate lungo la strada, rallentando per dare un’occhiata vediamo dei ragazzi che scendono lungo un impervio percorso, con tanto di corde tipo via ferrata, che arriva dritto alla base della cascata. L’accessibilità del sentiero non sembra il massimo per il piccoletto e per me, è troppo ripido, scivoloso e pericoloso. Mandiamo così in spedzione solo il papà. Dopo una ventina di minuti, sudato ed affaticato eccolo rientrare… missione compiuta! E’ riuscito a scendere, ma ci conferma che per noi il tragitto sarebbe troppo impegnativo.
armagh 4Conclusioni:
– il parco di Armagh è obiettivamente bello, con sentieri che per come sono strutturati divertono molto un bambino e l’avventura è assicurata,
– il parco non si trova su una rotta turistica, quindi il viaggiatore viene attirato qui con il fotomontaggio della cascata “imperdibile” e “meravigliosa” sul volantino pubblicitario (esattamente come è successo a noi),
– la cascata è veramente bella ed unica nel suo genere -parola di House- ma non si trova nel parco e potete scegliere di scendere lungo il crinale che porta alla sua base per osservarla a vostro rischio e pericolo. Inoltre non siete obbligati a pagare l’ingresso al parco se decidete di andare a vederla.

Il fatto che il volantino, la cascata etc sia tutto un artefatto a noi non ha di molto cambiato il weekend, in fondo ci siamo divertiti, abbiamo visto un posto nuovo e non avevamo altri programmi -non essendo turisti con una tabella di marcia organizzativa da rispettare- quindi nessun problema.
Ma immagino che al turista, uscito apposta dalla rotta ordinaria di viaggio per vedere “la cascata più bella del Québec”, e che poi si trova di fronte solo ad un ponte possano girare notevolmente i coçones e giustamente si incazzi…
Quindi, morale della favola, quando organizzate un viaggio occhio alle bufale!

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