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Gaspésie: il Rocher Percé

percé fog2Arrivati a Percé il tempo è incerto.
Sì, incerto se piovere solo o diluviare proprio.
Il vento è così forte da far “piovere mare”, una lugubre foschia circonda la città rendendo l’atmosfera surreale e nasconde alla vista il Rocher Percé, principale attrazione turistica del luogo. Che sfiga.
Un po’ abbattuta infilo a Merdolo un antiestetico parapioggia e ci dirigiamo alla scoperta della cittadina (famo paesello). Percé è piccolissima, colorata e graziosa; ci colpiscono la quantità negozi di souvenir, ristorantini e biglietterie per il whale whatching che si susseguono uno dietro l’altro, fino quasi a confondersi tra loro. Intorno a noi l’aria è satura di salsedine, incontriamo pochi turisti intenti a difendersi dal vento e locali dall’aria serena, sorridenti ed in maniche corte.percè fog

rocher percéFinalmente, verso sera, le nuvole si alzano e riusciamo a scorgere il Rocher. Lo immortaliamo nelle nostre foto scattate dalla costa, dal molo, dalla spiaggia, da sopra, da sotto, da sinistra e da destra; dopodiché ci rechiamo in albergo, una doccia veloce e siamo nuovamente in strada alla ricerca di un ristorante dove cenare. La scelta ricade su un locale tipico -di quelli dove ti aspetti che da un momento all’altro entri un pirata ubriaco – frequentato sia da gente di passaggio sia da pescatori. La cena procede tranquilla in un ambiente gioviale, dove il rumore delle stoviglie mischiato al mormorio dei clienti fa da colonna sonora. Al momento del dolce, una torta calda ai mirtilli, la cameriera si intrattiene al nostro tavolo per raccontarci una leggenda québécoise riguardante la roccia:
“…Blanche de Beaumont, sedicenne normanna, era promessa in sposa al suo amato, il Cavaliere Raymond de Nérac. Il cavaliere dovette partire per la Nuova Francia, in Canada, per combattere gli Irochesi e lasciò sola Blanche. La ragazza, non riuscendo ad attendere il ritorno del suo amato, decise di partire per ritrovarlo. La nave in cui si era imbarcata venne assalita e conquistata dai pirati; il capitano, vedendo la giovane Blanche, se ne innamorò e decise di sposarla. Il giorno della celebrazione delle nozze Blanche si gettò in mare per sfuggire alla sua sorte e sparì tra le onde dell’oceano.
La notte successiva la nave pirata venne imprigionata in una fitta coltre di nebbia. Quando finalmente i bucanieri riuscirono ad uscirne si trovarono di fronte all’enorme Roccia e si spaventarono alla vista dello spettro di Blanche. Lei alzò una mano maledicendo i pirati e la loro nave che si trasformò in roccia. Il cavaliere di Nérac fu ucciso dagli irochesi…”
La leggenda narra che nelle giornate di fitta nebbia su Rocher Percé si possa ancora intravedere Blanche alla ricerca del suo cavaliere.

Il giorno successivo di buon mattino, diciamolo pure erano le 5.30, avendo intravisto i raggi del sole, mi sono catapultata fuori dalla camera per scattare questa foto:percé rock alba Eccolo lì davanti a me, questo imponente iceberg di roccia che rappresenta l’emblema della Gaspésie ed il motivo principale del nostro viaggio: Rocher Percé. -Tutto sto viaggio per vedè ‘na roccia?- direte voi. Ebbene sì, e citando House -E’ stato un lungo viaggio ma ne è valsa davvero la pena-.percé albaNon credo di essere in grado di spiegarvi l’emozione che suscita la visione di questa falesia calcarea, lo stupirsi delle sue dimensioni, la poesia del paesaggio circostante e l’essere cosciente dell’aver visto dal vivo una meraviglia creata dalla natura, che probabilmente tra 400 anni non esisterà più, a causa dell’erosione continua a cui è sottoposta dal mare e dal vento. Le prime testimonianze scritte di questo colosso dal colore rossastro lo descrivono con tre archi naturali, due dei quali sono scomparsi nel corso degli anni in seguito a crolli. L’ultimo crollo, avvenuto nel giugno del 1745, ha lasciato il Rocher con la sua conformazione attuale, un unico arco naturale a cui si affianca un obelisco in pietra.Vue de l'Isle Percée, par Hervey Smyth, 1760

Dopo aver ammirato Percé Rock dalla terraferma, alla quale è collegato durante la bassa marea, decidiamo di impegnare le nostre ultime ore qui con un tour in barca circumnavigando il Rocher e la vicina Île Bonaventure, un’importante riserva ornitologica ospitante la più grande ed accessibile colonia di sule al mondo.
In tarda mattinata riprendiamo il nostro viaggio verso sud, diretti a Carleton, nella tranquilla Baie des Chaleurs.
scalataE’ stato un lungo viaggio ma ne è valsa la pena.percé rock


Post precedente: Road Trip in Gaspésie

LINK:
Ville de Percé

Parc National Rocher Percé
Québec Maritime

L’immagine della stampa “Vue de l’Isle Percée, par Hervey Smyth, 1760” è presa da Google.

 

 

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2 Comments

  • Reply
    Annika
    settembre 7, 2015 at 10:33 am

    Penso anche io che valga la pena di viaggiare per vedere questo genere di cose 😀

    Ma voi Blanche l’avete vista o no?? 🙂

  • Reply
    rita
    settembre 7, 2015 at 12:18 pm

    Anche per me ne e’ valsa la pena e ne ho un magnifico ricordo.

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