EXPAT MOM QUEBEC CITY

Retroscena di un post

Quello che leggete è il mio blog personale. Non è il mio lavoro ma un hobby nato in concomitanza con la mia esperienza all’estero, di conseguenza i post prendono spunto dalla mia vita. Il blog è un mezzo attraverso il quale vi racconto del Canada, delle città, dei luoghi che visitiamo, delle differenze di usi, costumi ed abitudini come se fossimo tra amici, magari seduti attorno al tavolo di un bar. Il post pubblicato che vi arriva è un “prodotto” finito. Ma come nasce un post? Quali sono i retroscena?

L’ispirazione per scrivere un post può balenarmi in testa in macchina, mentre faccio la spesa o la doccia ma la maggior parte delle volte nasce spontanea quando sono fuori casa impegnata nelle faccende quotidiane. Sviluppo mentalmente l’idea e nella calma della sera seduta davanti al pc, mentre tutti in casa dormono, scrivo il pezzo in un italiano comprensibile (si spera).
Terminata la stesura del post è il momento di scegliere le foto per documentarlo. Se utilizzo una foto che mi ritrae cerco di sceglierne una carina, per non disturbarvi la digestione, ammetto che se sapessi usare Photoshop, per pura vanità, mi aumenterei la taglia di seno, magari da zerozerotette passerei ad una prima moderata -ma non mettendo spesso il costume qui direi che il problema si risolve da solo-. Se in archivio sul computer ho le foto adatte la questione si fa semplice: le sfoglio, scelgo quelle che preferisco, aggiusto le luci, le ritaglio e le carico nel post. Se non ho foto “utili” alzo le chiappe e vado a scattarle, spesso in queste situazioni ho con me il piccoletto e qui viene il bello del retroscena di un post.
Per esempio, le foto del post Montréal vs Québec sono state scattate una mattina in cui non avevo voglia di portare Merdolino all’asilo, ho deciso di tenerlo con me e siamo andati in centro a passeggiare. La giornata era soleggiata, grosse nuvole si rincorrevano in cielo, mosse dal vento, proiettando interessanti variazioni d’ombra sui palazzi della città che potevano fare al caso mio.walking nano 6Mentre Merdolino scorrazzava per le vie del centro città io mi concedevo il piacere della fotografia. Un occhio rivolto a lui e l’altro concentrato sull’immagine visualizzata nell’obbiettivo. Il piccoletto è un tipo indipendente, cammina sempre qualche passo davanti a me, in avanscoperta, senza allontanarsi troppo, non vuole sentirsi oppresso mentre è impegnato a scoprire il mondo, camminando non ti dà la mano manco se lo preghi in ginocchio. Quando qualcosa attira la sua attenzione è il momento giusto per fotografare i luoghi circostanti. Se ti soffermi troppo nel tuo intento dopo qualche minuto si “scazza” e ti richiama all’ordine con il suo mix bilingue che mi fa tanto ridere: “Vien maman, dai su!”.walking nano 5In altri momenti sono io che vorrei procedere ma lui imperterrito continua a cavalcare il cannone su cui è seduto da mezz’ora, senza dare l’impressione di volersi schiodare. Approfitto del suo momento di gioco per fotografare il paesaggio, qualche particolare urbano o quelle 13845 foto rivolte a lui, che rimane il mio soggetto preferito. Merdolino è abituato ad essere fotografato perché ogni giorno invio le sue immagini ai nonni via WhatsApp, anzi si stranisce quando la mia fotocamera punta qualche altra cosa che non sia lui.
“Maman click moi!” cantilena scocciato mettendosi in posa.
Può capitare che per scegliere l’inquadratura che più mi aggrada mi distragga, mi sposti di qualche metro da lui; lo controllo, scatto, mi giro e lui è dove l’ho lasciato intento a parlare con l’insegna in legno di un locale raffigurante un porcellino. Altre volte capita che mentre sono distratta sia lui a spostarsi, mi giro e me lo ritrovo a fare l’equilibrista circense su un muretto; a me prende un colpo lui sorride, si mette in posa e “Maman click!”. walking nano 3Al termine della nostra passeggiata in Vieux Québec sono rientrata a casa con una cinquantina di nuove immagini, ne ho usate 3 per il suddetto post, altre le vedete qui e molte altre rimarranno nei miei archivi sul pc.
Perché dietro a ciò che pubblico c’è molto più di ciò che racconto, ci sono i retroscena. La mia vita è dietro le quinte, nel retroscena di un post.

You Might Also Like

6 Comments

  • Reply
    La Cri - OMINOUOVO
    novembre 17, 2015 at 7:23 pm

    I retroscena sono la cosa migliore. Ed è giusto che rimangano privati. Solo per te, House e Merdolino. Viva Merdolo fotomodello!

  • Reply
    patrizia fumagalli
    novembre 17, 2015 at 7:41 pm

    delicato,semplice la descrizione del dietro le quinte di un post.. molto molto carino!!!brava Alessia.!

  • Reply
    NonPuòEssereVero
    novembre 17, 2015 at 11:23 pm

    A me a volte viene l’ ispirazione per un post, me lo scrivo in mente e quando riesco ad accendere il pc…dimentico tutto!

    • Reply
      mammacongelo
      novembre 18, 2015 at 7:25 pm

      Capita pure a me, oppure mi segno un’idea tipo sullo scontrino del supermercato e poi lo butto…

    Leave a Reply

    Questo blog utilizza i cookie per migliorare l\\\'esperienza di navigazione, nel rispetto dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. More Info | ACCETTO