EXPAT MOM

Piccoli segreti rubati alle mamme canadesi

Due anni fa in questo periodo mi stavo preparando per affrontare il mio primo, temuto e famigerato inverno canadese a Montréal.
In quel periodo il piccoletto era poco più che neonato e la mia preoccupazione più grande era riuscire a portarlo a spasso scongiurando raffreddori e malattie varie.
Per farla breve non sapevo bene come vestirlo per affrontare le temperature locali che diminuivano giorno dopo giorno. Sinceramente l’idea di passare i successivi 6 mesi chiusa a vagabondare senza meta in un centro commerciale o passeggiare annoiata nell’alienante Réseau -la città sotterranea- come un topo in gabbia non mi allettava molto; così, come un’infiltrata speciale in missione segreta, cercando di non dare troppo nell’occhio, ho cominciato a spiare le mamme autoctone, sicuramente più preparate ed abituate di me al clima montrealese.Dalle mamme canadesi ho imparato:
1. che un neonato trascorre il suo primo inverno di vita dentro ad un sacco termico (per termico intendo che tenga almeno fino a -40°C), nel passeggino o nel marsupio. Con l’arrivo del freddo i bambini osservano il mondo avvolti nei loro caldi bozzoli mentre le mamme sono impegnate in attività sportive o pascolano in gregge scambiandosi opinioni a tema mammifero. Io che un po’ sono timida e un po’ sono solitaria passavo le mie giornate macinando kilometri nei parchi o per la città con Merdolino dormiente nel suo bozzolo, controllando ogni tanto che respirasse ancora.
2. a cospargere le guance del bimbo con uno spesso strato di crema, tipo vaselina, per evitare che il freddo le cuocia. Ciononostante hanno tutti dei bei pomelli rossi alla Biancaneve, alle volte pure un po’ escoriati,
3. ad utilizzare la copertura antipioggia del passeggino come antivento nelle giornate più ventose,
4. che il passamontagna è preferibile al binomio sciarpa+cappello (esistono in commercio dei pratici “collari” di pile che riparano il collo dei bambini e non si impigliano ovunque mentre giocano),
5. i cappelli vanno acquistati senza ponpon per evitare che il cappuccio della giacca a vento non stia ben sollevato,
6. il pile è preferibile alla lana perché tiene meglio il vento,
7. appena l’età e la stazza del bimbo lo consentono è consigliabile acquistare indumenti termici,
8. in autunno far indossare ai bambini sovra-pantaloni impermeabili che li riparino dal freddo, dal vento, dall’acqua in modo che possano giocare all’esterno senza problemi. (Questi pantaloni sono utili poiché facili da lavare ed impediscono ai bambini di sporcarsi troppo).
9. i guanti devono essere “a prova di bambino” dotati di cerniere o velcro per evitare che i pupi se li sfilino,
10. riporre il biberon/bottiglia d’acqua in un contenitore che mantenga la temperatura per evitare di proporre al malcapitato infante un ghiacciolo al latte,
11. ad utilizzare la slitta per i nostri spostamenti casa-scuola o casa-parco perché più maneggevole del passeggino sulla neve,
12. a far trainare la slitta da un cane, che è più comodo… (sull’ultimo punto ci sto ancora lavorando).slittaDopo aver raccolto le informazioni che cercavo ho dato il via ad una sessione di “shopping antigelo” che si è perfezionata nel tempo, seguendo il nostro stile di vita e la crescita del piccoletto. Una volta terminati gli acquisti arriva il momento di mettere in pratica i segreti carpiti alle mamme canadesi, sempre se il piccoletto è consenziente ad assomigliare più ad un fagotto che non ad un bambino. Temperatura esterna: -20°C, temperatura interna al sacco: caraibi in primavera.
Ma non finisce qui, perché per raggiungere il livello di MammaSuperSayan devi avere il becco di uscire di casa quando le temperature superano i -30°C, se ci riesci vieni eletta mamma canadese ad honorem.
In queste occasioni gli strati con cui viene coperto un bambino diventano innumerevoli, ne aumentano il peso specifico e ne compromettono del tutto la motilità.
A grandi linee quanto scritto vale fino a quando il bimbo è nella fase di non deambulazione.
Crescendo la vestizione non varia di molto ma la tecnica si affina in base alle esigenze motorie del piccoletto. La stratificazione per un toddler diventa: body maniche lunghe, calze, indumenti termici, calze termiche, pile, tuta da sci, cappello/passamontagna, guanti da sci, scarponi da neve impermeabili. Nei giorni più ventosi io sopra le termiche gli infilo una tuta leggera.. non si sa mai. Il sacco termico lo utilizzo tutt’ora poiché essendo dotato di pratiche zip è possibile modularne la lunghezza, al momento copre perfettamente le gambe di Merdolino arrivandogli fino in vita.
Ora mi sto preparando per il mio terzo inverno canadese, dove metterò in pratica tutte le cose imparate in questi anni dalle altre mamme, consapevole che sì è scomodo vestirsi a strati e sì ci metti un sacco di tempo e sì fa freddo lo stesso e no al freddo non ti abitui e il fatto che qui il freddo sia “secco e non umido” non vuol dire un cazzo. Ma amen vivo qui e affronterò l’inverno come fanno tutti, vorrei farmi condizionare il meno possibile dalle temperature.
Voglio vivere il più possibile questo gelido inverno canadese e vederne comunque il lato bello ed affascinante.aprile 2015Per farti due risate leggi il mio vademecum: Come sopravvivere all’inverno canadese.


Mamme expat in Canada spero che questi link possano esservi utili:
abbigliamento tecnico e termico: MEC a Montréal, Sport Experts (catena)
abbigliamento invernale: Souris Mini
sacco termico: 7 A.M. Enfant in vendita a Montréal da Rose ou Bleu
slitta: Traineu Pelican (fino a 4 anni) con rinforzo antivento in vendita da Canadian Tire, Toys R Us.
E se avete altri consigli o piccoli segreti da condividere aspetto i vostri commenti! 

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7 Comments

  • Reply
    Mocaliana
    ottobre 24, 2015 at 1:00 pm

    Ahahah mamma supersayan è bellissimo!
    Bè mi pare che la tecnica l’hai studiata per bene, io non ce la farei proprio, ho già freddo ora (in Toscana) ti immagini?

    • Reply
      mammacongelo
      ottobre 26, 2015 at 1:25 pm

      Freddo fa freddo ma si può fare!! (sto cercando di autoconvincermi) 😉

  • Reply
    Sempre Mamma
    ottobre 24, 2015 at 1:17 pm

    Indicativamente quanto ci si mette a vestirsi. ? Scherzo ovvio.
    Quando andiamo in montagna , scendiamo dalla macchina e comincia la vestizione. Tra gli abiti termici e quelli da snowboard ci mettiamo anche le protezioni antiurto quindi non ti dico. Però mi sento un po’ impedita e frusciante. 😉

    • Reply
      mammacongelo
      ottobre 26, 2015 at 1:27 pm

      Dipende… se il nano non tenta la fuga dai mille strati l’operazione vestizione dura circa mezz’ora. Prima vesto me e poi lui (a fatica).

      • Reply
        Carlotta
        ottobre 26, 2015 at 4:20 pm

        Io vesto prima i nani, sennò faccio la sauna nell’aspettare che siano pronti!!!

  • Reply
    Maddalena
    ottobre 26, 2015 at 2:17 pm

    Quindi quando hai finito di vestire lui tu sei già sudata fradicia, no? Insomma… sudo io amettere la giacca a vento e le scarpe ai bambini…
    Eccezionale il passeggino a slitta: ma quando arrivano le prime nevi?

    • Reply
      mammacongelo
      ottobre 26, 2015 at 2:22 pm

      Esatto, mentre lo vesto io faccio la sauna! 😉 L’anno scorso il 7 Novembre prima leggera nevicata. A fine novembre iniziano quelle intense e poi passiamo direttamente alle tempeste! 😉

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