VIAGGI

PARIGI ALL’IMPROVVISO

Per il quinto giorno di fila: nevica. Inizio ad essere “metereopatetica” e la cosa non giova ai miei pensieri riguardanti il nostro ancora incerto orizzonte.

Questa avventura è iniziata con l’arrivo di una email; esattamente come un’altra sfida iniziò qualche anno fa, una telefonata ed House era in partenza. A volte bisognerebbe spegnere i cellulari. Per esempio durante il pranzo di Natale perché uno tiene il cellulare acceso? Si è in famiglia, in vacanza non c’è bisogno di essere reperibili, bisogna stare tranquilli. Invece no, House, probabilmente per deviazione professionale, il telefono l’aveva acceso e tra il primo ed il secondo piatto di portata ecco che arriva la chiamata di un suo collega parigino che non sente da tempo. Una richiesta di aiuto nel bel mezzo di un pranzo in famiglia, una rarità per noi, il pranzo intendo; alle telefonate per urgenze e simili siamo abituati, a qualunque ora del giorno e della notte figurati.

Eccoci dunque in aereo, diretti a Parigi all’improvviso.

Catapultati per 48 ore in una città che tempo fa ha accolto House per qualche anno, mentre ancora io studiavo all’università. Una città che abbiamo vissuto come cittadini, non solo come turisti, una città che non vedevo da anni.

Parigi 8

parigi 7

Mentre House è  segregato occupato in ospedale mi sono aggirata, macchina fotografica alla mano, per la Ville Lumiére in veste di turista. Anche se assente da tempo mi oriento abbastanza bene, non ho bisogno di consultare la cartina, ricordo ancora le fermate del metrò, con stupore mi accorgo di conoscerle meglio di quelle di Montrèal. La mia prima meta è la casa che ci ha ospitato in Place St. Andrè des Arts, vicino a Notre Dame. Un piccolo appartamento, con la cucina quasi inesistente affacciata su ripide scale, le finestre con tanti spifferi ed un balconcino perfetto per romantici spuntini a due in primavera. Su quel balcone ho esultato per la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio, proprio quando battemmo la Francia, l’anno della testata di Zidane a Materazzi. Che ricordi! House uscì sul balcone mi prese in braccio e mi riportò dentro in fretta: <Vuoi farti picchiare? Hai idea di quanto siano incazzati i parigini?>. In effetti da un paio di giorni il clima pesante, una sorta di caccia all’italiano; la città agghindata a festa, megaschermi e bandiere ovunque, giornalisti in Avenue des Champs-Elysées pronti per una maratona di servizi in diretta, che mai sono stati trasmessi. Al contrario delle loro previsioni, abbiamo vinto noi. Che smacco.

Parigi 4

Mi allontano dal nostro quartiere dopo aver scoperto che il fidato “kebabbaro” sotto casa ha chiuso le serrande, peccato avevo giusto un languorino… a piedi mi dirigo sull’ Ile de la Citè (la mia preferita rimane però l’Ile Saint-Louis). Fa freddo. Strano non credevo di poter sentire freddo in Europa abituata al clima canadese. Ieri c’era un bellissimo sole, oggi il vento è una costante, il cielo coperto. Trovo che Parigi sia più affascinate con le nuvole, con quest’aria malinconica, un po’ bohèmienne, ha più carattere, più atmosfera. Atmosfera rovinata pure qui dall’arrivo di Moccia e dai suoi maledetti lucchetti. Perfino ad Ottawa ho incontrato questa mania.

Parigi 3

Aspetto House al Louvre, intanto osservo i turisti che si “selfano” davanti alle piramidi con quel marchingegno che tanto mi lascia perplessa. Sorridono felici in vacanza. E’ proprio diverso “vivere” una città dal visitarla. La bellezza può diventare monotona? Acquisita come dato di fatto e passare in sordina? Sono passata talmente tante volte davanti alla Tour Eiffel che quasi non mi fa più effetto, per me è “normale” vederla, un’immagine di routine, come un’abitudine. Ma trovo sempre nuove angolazioni da cui osservarla. Nuove prospettive, nuove emozioni.

Parigi 6

No la bellezza non diventa monotona, non ci si abitua alla bellezza. La visione della Basilica del Sacro Cuore mi lascia sempre senza fiato, seppur il quartiere di Montmartre sia lontano.

Parigi 2

Queste 48 ore in trasferta, noi due soli, mi hanno catapultato indietro di qualche anno, i ricordi di quell’esperienza sono ancora vivi, un viaggio in un passato recente. Una pausa per i miei pensieri sempre concentrati sul nostro futuro. Ripensandoci ora, sono contenta che House abbia tenuto il cellulare acceso durante quel pranzo.

 

 

 

 

You Might Also Like

12 Comments

  • Reply
    costanza
    febbraio 24, 2015 at 12:12 am

    devo prenotare un biglietto per parigi. subito. questa foto mi hanno messo un’irrefrenabile voglia di tornarci. poi, una volta arrivati (e lasciate le nane ai nonni, in italia), spegniamo i cellulari 🙂

  • Reply
    Mamma in Oriente
    febbraio 24, 2015 at 1:10 am

    Bellissime immagini, mi hai fatto rivivere un po ‘ dell’atmosfera parigina, così particolare che per me rimane sempre nonostante l’abbia visitata già tante volte. 48 ore da soli…ha fatto bene Sì ad arrivare quella telefonata!

    • Reply
      mammacongelo
      febbraio 24, 2015 at 11:20 pm

      Ogni tanto in effetti staccarsi dai bimbi per ritrovarsi noi adulti da soli fa bene. Quindi per stavolta w la telefonata di lavoro!

  • Reply
    Sempre Mamma
    febbraio 24, 2015 at 11:31 am

    Parigi è bellissima, l’ho visitata l’anno scorso per la prima volta.
    I lucchetti sono arrivati bel prima di Moccia, lui ha soloenfatizzato ciò che già c’era

    • Reply
      mammacongelo
      febbraio 24, 2015 at 12:46 pm

      Non so se siano arrivati prima i lucchetti o Moccia a Parigi, ci ho fatto caso in questo viaggio recente. Negli anni vissuti lì non ho mai prestato molta attenzione alla cosa.

  • Reply
    drusilla
    febbraio 24, 2015 at 8:08 pm

    Le tue fotografie sono così belle che per un attimo ho pensato di essere al tuo fianco in giro per la città.
    Ho visto Parigi solo una volta, ero una ragazzina ed i miei genitori ci portarono a trascorrere l’ultimo dell’anno. Ricordo ancora lo stupore quando arrivammo in città con l’auto e vidi la Tour Eiffel, rimasi a bocca spalancata… mi piacerebbe tornarci accompagnata solo da mio marito, magari per festeggiare i nostri 10 anni di matrimonio. Chissà, se mi farà mai questo regalo…

    • Reply
      mammacongelo
      febbraio 24, 2015 at 11:22 pm

      Lanciamo a tuo marito un messaggio subliminale!!! 😉 Grazie per i complimenti alle foto, ci tengo parecchio, le seleziono con cura e forse ne scatto sempre troppe!Sapere che piacciono mi rende felice! Grazie

  • Reply
    Claudia
    febbraio 25, 2015 at 6:47 am

    Ma che belli questi weekend improvvisati… Ancora meglio se senza pargolo… Ancora meglio se a Parigi… lucky girl 😉

    • Reply
      mammacongelo
      febbraio 25, 2015 at 1:20 pm

      …Disse quella rientrata dalle Fiji… 😉

  • Reply
    melania
    febbraio 26, 2015 at 7:58 pm

    Amo Parigi e mi sento un po’ parigina dentro. Non vedo l’ora di poterci portare la piccola Pulce. Spero che la adori come la sua mamma

  • Reply
    Giulia
    gennaio 14, 2017 at 1:05 pm

    Anche l’Ile de Sant Louis é la.mia preferita! Qualche anno fa per lavoro andai con il mio capo poco più di 24 h a Parigi…era qualche anno che non ci tornavo e nelle 3 ore libere prima di andare in aeroporto mi chiese: Dove vuoi andare? All’ile de Sant Louis!😉

  • Leave a Reply

    Questo blog utilizza i cookie per migliorare l\\\'esperienza di navigazione, nel rispetto dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. More Info | ACCETTO