EXPAT MOM

Il lato B di Notre Dame


-Mamma, faccio come il nonno, leggo. Ma come si chiama questo? Andiamo a vederlo?
Mi ha chiesto Lorenzo, indicando col dito un’immagine di Notre Dame sulla nostra guida .

Così, in una meteorologicamente tristissima mattina di febbraio, l’ho accompagnato a vedere Notre Dame.
Noi, turisti in questa città che è casa, ma che ancora non ci è del tutto familiare.
In quest’occasione ho voluto ripetere l’esperimento fatto in autunno a Québec, l’ho lasciato libero di fotografare ciò che voleva con una mia vecchia compatta.

Abbiamo anche giocato con lo zoom, per vedere i gargoyles.
Ho cercato, invano, di spiegargli che quei demoni in roccia vigilano sulle cattedrali gotiche, ma il piccoletto era più interessato a far amicizia con una piccola turista dagli occhi a mandorla.

Una coppia italiana ci ha chiesto di far loro una foto ricordo; mentre scattavo ha scattato anche Lorenzo, con la nostra macchina. I turisti hanno riso, è venuta fuori una bella foto e lui ha vinto una caramella.
E’ sempre buffo.
Eccolo all’opera:
Credo che Notre Dame sia il monumento più fotografato di Parigi, dopo la Tour Eiffel.
Turisti in posa, davanti alla cattedrale, attendono il momento propizio per farsi immortalare. Momento che potrebbe non arrivare mai, vista l’orda di persone che affolla sempre la piazza.
I gargoyles dall’alto osservano il chiassoso fiume umano di passanti, fotocamere al collo e selfie stick tra le mani, spade moderne per cogliere l’attimo fuggente.
Tutti a fotografarne la facciata, mentre io, di Notre Dame, preferisco di gran lunga il lato B. 

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