INTERVISTA DOPPIA

INTERVISTA DOPPIA (semiseria) #3

Terzo appuntamento con le Interviste Doppie Semiserie, oggi si presentano all’appello la “bionica” Valentina da Varsavia e la dolce Claudia da Sidney.

intervista doppia 3

Patente e libretto madame, anzi nome e blog.

V. Valentina, il blog si chiama The Greathest Gift, come una novella del 1943 da cui fu tratto il film “La vita e’ una cosa meravigliosa”.

C. Claudia (rigorosamente pronunciato Clodia qui) di Diario dal Mondo.

Quanti figli hai?

V. Beatrice e Alice, 4 e 2 anni.

C. Nessun figlio vero per il momento… ma da gennaio io e il mio compagno abbiamo allargato la nostra famigliola a un bellissimo gatto di nome Bailey!

Come e perché sei finita in Polonia/Australia?

V. Perche’ dopo un’anno a Bruxelles e quasi 5 al paesello francese alle porte di Ginevra volevo finalmente vivere in una grande citta’ dove ci fossero piu’ giorni di sole che giorni di pioggia e la sicurezza di averci gia’ un sacco di amiche e di amici (mio marito e’ polacco e io bazzicavo gia’ quindi la nazione da 8 anni) per cui ho iniziato a fare le macumbe perche’ mio marito trovasse li’ un lavoro di suo interesse. Ha funzionato benissimo, solo che come la carrozza di Cenerentola che a mezzanotte ritorna zucca, anche la mia fighissima vita Varsaviese lunga venti mesi il primo dicembre si tramutera’ in una vita da capo a Houston, Texas.

C. Per il più banale (ma forse comune) dei motivi: per amore! Durante l’erasmus in Francia avevo conosciuto il mio attuale compagno, australiano… e dopo anni di avanti e indietro, dopo la laurea, ho deciso di fare il grande passo e trasferirmi quaggiù per vedere un po’ com’era la vita a testa in giù!

La più grande figura di merda che hai fatto appena arrivata nel tuo nuovo paese?

V. Avevamo traslocato li’ da tre giorni. Mio marito e’ uscito alle 4 del mattino per andare in aeroporto, e quindi ha chiuso tranquillo senza svegliarmi. Alle nove e’ arrivato il fattorino di Tesco per portarmi la spesa (ero rimasta con 1 pannolino per due bambine e zero latte) e ho scoperto che la porta di casa se chiusa dall’esterno non si apriva dall’interno. Ho telefonato alla mia insegnante di polacco con la quale avevo fatto la prima lezione il giorno prima e le ho chiesto di dirmi per telefono come dire in polacco al fattorino dietro la porta che non potevo aprirgli. Dopodiche’ entrambe le bimbe hanno cagato in contemporanea i loro pannolini e si sono messe a chiedere la colazione. Dieci minuti dopo e’ arrivata la mia insegnante con un litro di latte, le ho gettato le chiavi giu’ dal balcone e lei e’ venuta su a liberarci. Ho accolto la mia salvatrice nella puzza biologica delle nane che stavo lavando nella vasca, in assenza di bidet, pregando che non pisciassero per tutta la casa durante le due ore di lezione che mi attendevano. Finita la lezione ho inviato una mail lunghissima al customer care di tesco per perorare la mia causa sfigatissima e quelli mi hanno risposto asciuttamente, –No problem, Madame, we will be back in half an hour.- Avrei voluto abbracciare il fattorino che mi guardava con compassione e scandiva -Its only my job-.

C. Nessuna figura di merda colossale, ma all’inizio ho faticato moltissimo a capire le battute degli amici del mio compagno… Immaginatevi in una stanza piena di persone, tutte parlano e a un centro punto qualcuno ti fa una domanda. Tu non capisci. Scende il silenzio e tutti ti guardano. Non hai idea di cosa rispondere. Il silenzio si fa imbarazzante. Rispondi un sì (o no) poco convinto. Risposta sbagliata. Tutti ridono. Imbarazzo totale.

Parliamo di cucina: uno dei piatti tipici locali che proprio non ti piace?

V. Lo zurek, una zuppa terrificante di e segale fermentata con pezzi di salsiccia e uova che galleggiano e emergono mentre giri il cucchiaio. Per il resto magno tutto con vivo piacere, la cucina polacca e’ secondo me la piu’ buona del nord europa.

C. Non è proprio un piatto, ma un prodotto che si spalma sul pane, tipo Nutella. Solo che questa è una crema super salata fatta di estratto di lievito, che per me ha davvero un saporaccio.

Dimmi una cosa che detesti ed una che adori (e perché) del tuo nuovo paese.

V. Detesto le vecchie sull’autobus che forniscono sempre lezioni non richieste su come fare la madre. Adoro le persone, qua c’e’ un’energia enorme nell’aria, tutti lavorano sodo per realizzarsi una vita migliore, c’e’ una enorme consapevolezza dell’essere creatori del proprio destino, della fortuna di vivere in democrazia e liberta’ e dell’importanza di preservarle e utilizzarle al massimo.

C. Detesto la lontananza dall’Italia e il costo della vita. Amo la vicinanza alla natura, soprattutto al mare, e la vita all’aria aperta.

Vorrei fare uno studio sociologico, perciò ti chiedo: come sono gli uomini dalle tue parti?

V. Cessi. Quando vedo uno figo per strada a Varsavia, al novantanove per cento e’ mio cognato. Le ragazze sono molto piu’ carine in media rispetto agli uomini, anche per quello gli italiani a caccia hanno molto successo.

C. Alti, biondi, muscolosi, surfisti… seee, magari! No dai, essendo quasi sposata con un australiano, proprio non posso lamentarmi. In generale diciamo che sono tenuti proprio bene, grazie a tutto il tempo e attività all’aria aperta che fanno!

Tre aggettivi che caratterizzano la tua vita all’estero

V. Intensa, fortunata, energizzante. Infatti me la faccio sotto di lasciare tutto questo e andare a Houston.

C. Solitaria, semplice, rilassata.

Tre aggettivi che caratterizzano il tuo paese d’adozione.

V. Fiero, tenace, emotivo

C. Caro, multiculturale, naturale.

La parolaccia che dici più spesso (in lingua straniera)

V. Fuck, ma perche’ con mio marito parliamo in inglese, In polacco dico spesso kurwa ma non intenzionalmente, cioe’ dico a mia figlia sull’autobus -“reggiti bene che c’e’ la curva’- e mi guardano tutti male perche’ vuol dire puttana 😀

C. Fuck, shit… che sorprendentemente escono più frequentemente che le parolacce in italiano!

varsavia-sidney

Come riconosci un italiano in vacanza nel tuo nuovo paese?

V. Maschio, sovravestito (non ci sono gli orsi bianchi qui), parla a voce altissima dicendo cazzo o minchia ogni due parole convinto che non lo capisca nessuno e discute con il maschio sovravestito amico accanto di dove andare a cercare le tipe. Gli italiani expat di qui appena vedono sti esemplari girano al largo!

C. Sono tre gli elementi chiave:

  1. usano sempre un tono di voce molto alto, soprattutto sui mezzi pubblici.
  2. sono casinari e menefreghisti, soprattutto sui mezzi pubblici, ma anche per strada, nei negozi o ristoranti.
  3. passano ore in spiaggia a ustionarsi, ovviamente nelle ore più calde e senza mettere la crema solare, fregandosene (o non sapendo) che con il sole da queste parti non si scherza.

Quale aspetto di te tipicamente italiano ti sei lasciata alle spalle?

V. Ho avuto l’immensa fortuna di diventare mamma in un paesello francese alle porte di Ginevra e quindi di scoprire come fare la mamma nell’atmosfera estremamente rilassata e pratica delle mamme francesi. Non so come sarei stata se fossi diventata mamma in Italia, ma credo sarei stata un po’ diversa per come osservo le altre mamme nei loro modi e metodi piu’ comuni.

C. La troppa importanza per l’aspetto fisico! Venendo da Milano, sono cresciuta con mille complessi sul mio corpo e il mio modo di vestirmi. La pressione per essere sempre vestita di tutto punto era diventata davvero insopportabile, ed è stata una delle prime cose di cui mi sono liberata dopo la partenza. Qui sono tutti più rilassati, casual, e danno molta meno importanza all’apparire.

Devi espatriare nuovamente, dove andresti e perchè?

V. Onestamente, dopo aver studiato a Strasburgo e Dublino, dopo aver vissuto qa Bruxelles e vicino a Ginevra, io a Varsavia sto benissimo e vorrei solo tornare qui, a Houston ci vado solo perche’ davvero amo mio marito e so che questo lavoro per lui e’ la realizzazione delle sue aspirazioni professionali. Per me ormai Varsavia e’ casa, in Italia torno per la nostalgia dei miei, non per l’Italia.

C. Prendi una cartina, chiudi gli occhi e scegli un punto a caso. Ecco, lì! No dai, a parte gli scherzi, mi piacerebbe andare davvero in tantissimi posti. In Europa, Stati Uniti, Canada mi trasferirei senza pensarci due volte… per il Centro e Sud America ci farei un pensierino, mentre per Asia, Africa e Medio Oriente ce ne dovrei fare più di uno…

Prossima vacanza?

V. Chissa’, visto che ci tocca il primo Natale da soli senza nonni in molti anni, forse e’ la volta che saltiamo su un volo last minute e andiamo a fare Natale in Messico sperando di non beccarci De Sica e Boldi 😀

C. A parte qualche giorno qua e là in giro per l’Australia, i prossimi viaggi impegnativi saranno in Italia, anche se non si tratterà proprio di vacanza!

Cosa ti auguri per il tuo futuro e per quello dei tuoi figli?

V. Domanda molto miss Italia, di quelle a cui rispondere: sposare un calciatore, fare un film e la pace nel mondo? Mi auguro un’Europa sempre piu’ unita e capace di diminuire le proprie inefficienze per migliorare il livello di vita dei suoi cittadini tutti e accogliere chi scappa da noi per avere una chance di vita libera. Ogni giorno in europa si buttano il 50% dei cibi raccolti, prodotti o cucinati, a riprova che di cibo per tutti ce n’e’ e senza inefficienze si potrebbe tutti vivere in modo migliore e anche aiutare chi e’ nato in posti piu’ sfortunati.

C. Per il mio futuro prossimo mi auguro di portare a termine il mio dottorato di ricerca e di riuscire a trovare finalmente un lavoro dopo tutti questi anni di studio. Per i miei (futuri) figli, mi auguro che riescano a vedere quanto più possibile di questo bellissimo mondo, per poi trovare, un giorno, il posto che più li renderà felici.

Ringrazio Valentina e Claudia per aver partecipato alla mia intervista e vi aspetto con le prossime!

 

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6 Comments

  • Reply
    Giulia
    gennaio 27, 2015 at 7:49 pm

    Ma quanti cognati ha Valentina?
    ma sono io cecata precisa o hai cambiato tipo tutto al blog?

    • Reply
      mammacongelo
      gennaio 28, 2015 at 3:10 am

      Cambiato tutto! L’altra sera nano e House dormivano e io non sapevo che fare…. forse era meglio dormire… che ti sembra?

      • Reply
        Giulia
        gennaio 28, 2015 at 3:55 pm

        Considera che lo vedo dal cellulare, ed è bello. Molto lineare, cosa che preferisco perché i post si vedono meglio. E poi le foto di Merdy sono bellissime 🙂

    • Reply
      valentinavk
      gennaio 28, 2015 at 10:15 pm

      ahahah di cognato ne ho uno solo, e questo spiega la scarsa percentuale di bellezza maschile in Polonia 🙂 poi c’e’ da dire che se ne trovi uno figo, e’ davvero figo. Ma auguri a pescare l’ago nel pagliaio!

  • Reply
    Annika
    gennaio 29, 2015 at 8:30 pm

    Belle loro!! 🙂

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