EXPAT MOM

Evoluzioni e progressi.

Non sempre ad un cambiamento corrisponde un’evoluzione.
Per esempio, io sono la stessa da anni, nel bene e nel male. L’ultima evoluzione che ho fatto è stata diventare mamma -hai detto niente- cosa che somiglia più ad una rivoluzione che non ad una evoluzione, per il resto nessun grande cambiamento rilevante.
Al massimo mi è spuntata qualche ruga qui e là, quindi le mie evoluzioni future vanno di pari passo con l’invecchiare. E sti cazzi.

Invece il piccoletto cambia in continuazione, evolve. Ed io ho la fortuna di osservare da vicino ogni suo cambiamento, quel nuovo dettaglio impercettibile di oggi che lo diversifica da ieri, ogni step che supera è un’evoluzione. Sta crescendo.
Immagino il suo processo di crescita come una scala, ogni scalino è sì una meta raggiunta ma anche un punto di partenza per il prossimo passo da compiere.

Tanti sono i cambiamenti per lui, sballottato di qui e di là non perde mai il sorriso.
Una nuova casa, nuove maestre, una nuova scuola, nuovi amici non lo impauriscono; abituato a vivere con la sua piccola valigia che contiene tutto ciò che lo rende felice: noi, il ciuccio ed Ebola.
Ormai mangia da solo, i cartoni non solo li vede ma li guarda, li segue con attenzione e ride. Parla in continuazione, crescendo più o meno bilingue. Ha un vocabolario tutto suo, un “merdolario”, e quando si esprime in italiano con accento francese ti fa schiattare dal ridere.
Gli autobus diventano i “cabus”, una crasi tra camion ed autobus, praticamente una sorta di Transformer gigante. Gli scuolabus sono i “buscoler”, la scarpe “sciusciu” perché la pronuncia di chaussures gli risulta troppo difficile, e sotto le sciusciu bisogna mettere “le calse che fe frua”.

Pronuncia chocolat in una maniera irresistibile: “siocolà”. Con gli occhi adoranti e la faccia implorante ti chiede un cioccolatino, tu rimani ferma nella tua posizione, niente cioccolato prima di cena, “Maman petì siocolà” ti sciogli  e gli rifili un cioccolatino al volo sapendo che poi non mangerà ma amen, come si fa a resistere a tanta dolcezza (rufianaggine)?
Zompetta verso il divano gongolando per la vittoria ottenuta e messa da parte la dolcezza ti reclama accanto a lui con fare perentorio: “Maman assi ici!” -siediti qui-. Agli ordini!
Non ci stacchiamo mai dall’onnipresente Ebola, dotato del dono dell’ubiquità grazie alle sue controfigure; il coniglio rimane il suo peluche preferito, perché sarà anche vero che Merdolino cresce e fa progressi ma in fondo è ancora piccolo.

 

 

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