VIAGGI

Bretagna, la strada dei fari.

Siamo in Bretagna, percorriamo la strada dei fari che, da sola, vale il viaggio in questa regione.

La cosiddetta costa delle leggende pullula di fari che, eretti sulla terra ferma o in mezzo al mare, schiaffeggiati dalle onde in tempesta, indicano la via ai naviganti.
Questi monumenti del mare sono il principale motivo del mio viaggio in Bretagna.
Tanto ho letto su di loro che morivo dalla voglia di vederli, conosco la singolare storia di ognuno. Non potendo vederli tutti, i miei compagni di viaggio mi avrebbero abbandonato a metà strada, ho dovuto concentrare la mia curiosità solo su alcuni.
Così, a malincuore, ho scartato il Phare de l’Ile Vierge, che con i suoi 82 m è il faro in pietra più alto del mondo, e il Phare du Four che si eleva solitario in mezzo al mare, di lui in rete ci sono foto fighissime mentre le houle (onde oceaniche) gli si scagliano contro… e tanti altri.
Il mio interesse per i lighthouse è puramente fotografico; bramavo all’idea di poter scattare qualche foto con il mare in tempesta, come quelle stupende viste du Instagram, per mettere alla prova i miei ultimi studi -e forse miglioramenti- in materia.
Invece nada, calma piatta. Per tutta la durata del viaggio il tempo è stato clemente, nessuna tempesta all’orizzonte, il mare tranquillo come non mai.
Echecacchio… vabbè per i bambini meglio così… le foto figherrime dovranno attendere climi peggiori e fotografi migliori.

Il miglior modo per visitare la costa bretone a caccia di fari è quello di seguire il sentiero dei doganieri (GR34) che percorre tutto il litorale o organizzarsi con delle gite in battello. E per le vostre foto ricordo non dimenticate un teleobiettivo mi raccomando.
I seguenti sono i fari che abbiamo visitato noi durante il nostro road trip.

POINTE DU RAZ
Il panorama che si scorge da questa punta è uno dei più fotografati della regione. Con le belle giornate si scorgono la roccia vicina Gorle Greiz e  il faro della Vieille sulla roccia lontana Gorle Bella e tra le due il terribile faro Raz de Sein.  In lontananza si scorge l’isola di Sein, una sottile lingua di terra.Senza tempesta il faro credo perda un poco del suo fascino, del suo alone misterioso da racconto di marinai. Si rimane comunque stupiti nel vederlo, mentre ci si chiede come diavolo abbiamo fatto a costruirlo proprio lì, su uno scoglio in mezzo al mare.
Lasciandosi Pointe du Raz alle spalle si giunge alla bellissima Baie de Tréspasses (di cui ho parlato nel post precedente).
PLOUMANAC’H

Lungo la costa di granito rosa, seguendo il sentiero dei doganieri, scavalcando rocce deformate dall’acqua si giunge al faro di Mean Ruz. Non è uno dei più fenomenali nel suo genere, poco di impatto visivo e molto turistico ma il paesaggio che lo circonda è imperdibile. Vi consiglio di arrivare da queste parti verso il tramonto, quando la luce del sole si fa più calda ed il riflesso delle rocce ancor più rosa, vedrete che foto farete! 😉 Di fronte, nell’arcipelago delle Sept-Ils si può scorgere il faro de l’Ile aux Moines.
IL FARO DI SAINT MATHIEU

E’ situato sulla punta omonima, accanto alle rovine di un’abbazia benedettina, non lontano da Brest. Durante la visita si ha l’impressione che il faro nasca proprio dalle rovine. In caso di bel tempo da qui si scorge tutto la regione del Finistère e il vicino villaggio di Le Conquet. Proprio da Le Conquet ci si può imbarcare per raggiungere la vicina Ile d’Ouessant dove il faro le Creac’h, vestito di bianco e blu, ritenuto il più potente del mondo, segna l’ingresso nel canale della Manica. Dirigendosi, invece, verso Brest ci si imbatte nel faro Petit Minou (bellissimo) e nella cannoniera del Vauban.

E, dulcis in fundo, il mio preferito.

IL FARO DI KERMORVAN
La penisola di Kermorvan dista solo 5 km dalla punta di Saint Mathieu e ripara dai venti una lunga spiaggia bianca, dove sovente si incontrano appassionati di kyte surf.
Ho percorso la penisola quasi di corsa, in preda all’emozione, finché non ho scorto, da lontano, quello che in assoluto è il mio faro preferito… …per scoprire una volta arrivata nelle vicinanze che non è raggiungibile.
Ma come?? Tutta sta strada praticamente solo per lui e non me lo fate vedere? Ma perchè??
Purtroppo il ponte in roccia che lo collega alla terraferma è pericolante, quindi l’accesso al pubblico è stato vietato. Prevenire è meglio che curare. Io ed altri 4/5 fotografi (molto più seri e professionisti di me, semplice appassionata) ce ne stavamo appollaiati sulle rocce a riflettere sul da farsi.
Potevamo fermarci a pochi metri dalla nostra ambita meta? Potevamo rischiare il divorzio dopo aver portato, a forza, tutta la famiglia fin qui per niente?
Potevamo?
Secondo voi? 😉

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4 Comments

  • Reply
    La Cri - Ominouovo
    aprile 26, 2017 at 10:22 am

    Spettacolari! Dimmi che sei andata alla fine, dimmelo!

    • Reply
      mammacongelo
      aprile 26, 2017 at 10:54 am

      Si, le ultime due foto sono fatte oltre la cancellata.

  • Reply
    La Cri - Ominouovo
    aprile 26, 2017 at 9:30 pm

    Ah ecco, non avevo capito non fosse agibile già da quel pezzo prima! Grande ale!

    • Reply
      mammacongelo
      aprile 27, 2017 at 5:56 am

      Non sei tu a non aver capito, sono io che mi esprimo come un cane! 😂

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