EXPAT MOM

Bianca e Nonna Dea

Bianca cresce, ora ha 9 mesi.
Più cresce più sorride, più sorride più mi ricorda mia Nonna Dea.
In realtà il vero clone di Nonna è la figlia di mia cugina, ma il sorriso di Bianca me la ricorda tantissimo.

Leggenda di famiglia narra che il giorno della mia nascita Nonna abbia rimproverato il neonatologo. Impossibile che il suo primo nipote fosse una femmina, per lei madre di tre maschi. Ha dovuto aspettare un po’ ma è stata accontentata, è poi arrivato anche il maschio, l’unico in mezzo a 5 terribili femmine. (Cugini eh, non tutti fratelli 😉 ).

Nonna Dea era una forza della natura.
Sorridente, allegra, testarda, ottima cuoca, sarta e giocatrice di carte. Amata da tutti. Dall’allegria contagiosa e dal pollo arrosto OGM.
Eh sì, avete mai visto un pollo con 6 o più cosce? Lei le moltiplicava per accontentare noi nipoti, o almeno così credevamo.
Quando i miei partivano per viaggi di lavoro incrociavo le dita per finire a casa sua e non dall’altra nonna, lo ammetto.
Nonna Dea mi raccontava aneddoti della sua vita in Bolivia, così affascinanti ed avventurosi; mentre impastavamo tagliatelle -rigorosamente all’uovo- il ragù sobbolliva borbottando e nella stanza permeava il profumo delle salteñas che cuocevano in forno.
Ero affascinata dai suoi racconti, da quel paese che da bambina manco sapevo dove fosse e che poi ho avuto la fortuna di visitare, di conoscere i luoghi dove mio padre è cresciuto e di cui tanto avevo sentito parlare.
Amava raccontare e raccontarsi.
I ricordi per lei erano così importanti da tenere un diario della sua vita; per non dimenticare avvenimenti, luoghi e persone.

Nonna Dea se ne è andata due anni fa.
La sua mente si era persa per strada già da qualche tempo, a causa di una crudele malattia che divora i ricordi, quei ricordi così importanti per lei.
Lei era la memoria storica della famiglia, nonché il nostro collante.
Dimenticare qualcuno è come non averlo mai conosciuto, dimenticare avvenimenti è come non averli vissuti.

Ha conosciuto Lorenzo, non so se abbia compreso fin in fondo che quel neonato di pochi mesi che aveva di fronte era il suo bisnipote… ma gli ha dato un bacio e bofonchiato “che bel bambino”. Non ha conosciuto Bianca, ma sarebbe felice di avere l’ennesima femmina in famiglia.

Mi manca.
Non so che darei per poterle dire ancora: “Ehi nonna, mi prepari le lasagne per il mio compleanno?”.

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3 Comments

  • Reply
    Elisabetta
    maggio 3, 2017 at 8:43 am

    Anche io ho perso la mia Nonna pochi anni fa ma la rivedo nelle mani del mio secondo bimbo… quando mi manca le stringo forte come facevo con le sue e la sento vicino. Un abbraccio a te, alla piccola Bianca e all’ometto Lorenzo.
    Elisabetta

  • Reply
    Un'alessandrina in America
    maggio 3, 2017 at 11:08 am

    Che bella persona tua nonna Dea. Me la ricordo bene e mi aveva rattristata molto la sua malattia, capitata proprio a lei cosi` piena di vita e con una storia cosi` interessante che a me ricordava quella delle eroine di Isabel Allende! Meno male che il suo sorriso rivive in Bianca ( che tra parentesi e` proprio il nome di una delle eroine di I. Allende!) . Un bacio!

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    Sempre Mamma
    maggio 3, 2017 at 5:25 pm

    È bello rivedere nei propri figli un wualcosa che ci ricorda una persona che abbiamo amato.
    I miei figli hanno lo stesso colore di occhi di mia nonna Maria. Ogni volta che li guardo penso a lei. Come tua nonna Dea, anche la mia si perdeva nei meandri dei ricordi e viveva nel passato.

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