EXPAT MOM

LE AVVENTURE DI EBOLA E COLERA

Ebola e Colera sono i coniglietti di peluche di Merdolo.
Sono conigli gemelli, acquistati apposta identici per essere intercambiabili a seconda delle necessità; differiscono solamente nel colore: Ebola è verde acqua, Colera azzurro. I due viaggiano in lungo e in largo per gli aeroporti internazionali, attraversano fusi, sorvolano oceani e montagne. Tra uno e scalo e l’altro, durante il loro vagabondare intercontinentale,  i due conigli si ritrovano sbattuti a terra o su un sedile, trascinati un po’ qui e un po’ là, spolverano balaustre e  si insozzano per bene ed è per questo motivo che sono stati ironicamente battezzati Ebola e Colera; avrei potuto chiamarli “polvere e fango”, ma l’accoppiata vincente si è rivelata essere quella virulenta.

Ebola è stato il primo dei due ad entrare nella nostra famiglia e la storia del suo arrivo l’ho raccontata in questo post. Colera si è aggiunto successivamente al gruppo, regalato al nanetto da mia madre in una non ben determinata occasione: –perché devo avere un motivo particolare per fare un regalo a mio nipote che non vedo mai?. (promemoria: mai contraddire Ansiaura mentre è intenta a straviziare il nano, perché infastidita dalle tue rimostranze potrebbe acquistare l’intero negozio di giocattoli e tu ti ritroveresti azionista della Trudy & Co. in men che non si dica).

Essendo dunque il più “anziano”, nonché il più rovinato, Ebola passa la settimana in garderie dove svolge il compito di conciliare il pisolino pomeridiano di Merdolo, tra una smoccolata e l’altra, tra una tirata d’orecchie ed un morso. Ritorna a casa il venerdì pomeriggio, al termine della sua settimana lavorativa, e finisce dritto filato in lavatrice, dopodiché si riposa per tutto il weekend fresco, pulito, asciutto e pure un po’ sterilizzato nell’armadio, attendendo il lunedì. Colera, invece, durante la settimana rimane a casa (per salvaguardare la sua incolumità), durante il giorno riposa sul lettino del nanetto ed entra di ruolo la sera, perché ha il turno di notte, il suo compito: accompagnare Merdolo durante i suoi sogni notturni. A Colera, al massimo, è concessa una gita dalla camera da letto al salotto; in occasioni eccezionali lavora nel weekend se partiamo per qualche gita fuori porta o congresso e prende posto sul seggiolino dell’auto stritolato dal piccoletto. Il suo turno in lavatrice cade di lunedì.

ebola e colera

Anche io, da piccola, avevo un peluche preferito, un piccolo panda della Trudy che mio padre mi regalò all’età di 6 anni quando mi operarono di appendicite. Non ricordo se avesse un nome ma ricordo di averci dormito insieme per anni, tanti anni, finché a casa non arrivò un cucciolo di cane, una lupetta  dalle vistose orecchie a punta similpipistrello, di nome Nera. Era talmente piccola che la prima notte che dormì da noi le posizionai nella cuccia il mio panda per far sì che la confortasse. Anche la mia cagnolina attuale, Lea, che mi aspetta in Italia, ha un peluche preferito, una mucca rubata dalla camera di Fashionsister, che si diverte a stazzonare e con cui fa la lotta in giro per casa, quando non rompe le scatole al gatto. Più che una mucca ormai è un covo di germi.
E’ un duro lavoro essere il peluche di un bambino, o di un cane, ma qualcuno lo deve pur fare.

lea e mucca

E voi avevate (o avete ancora) un peluche preferito?

 

You Might Also Like

8 Comments

  • Reply
    sempremamma
    maggio 31, 2015 at 7:34 am

    Io non credo di aver avuto un peluche preferito, ma la leggenda narra che mi regalarono un orso grande e scuro, me lo fecero trovare nel lettino al mio risveglio. Rimasi terrorizzata per giorni.
    Miciomao non ha mai avuto un peluche preferito, ogni giorno ne sceglieva uno diverso da portare a letto.
    Il mio cagnolino invece aveva un coniglio e un piccolo Pooh che finivano in lavatrice ogni pochi giorni a turno. Lui ora non c’è più, ma il coniglietto l’ho tenuto per ricordo.

  • Reply
    Annika
    maggio 31, 2015 at 7:09 pm

    La mia Tina me la ricordo ancora! Era una di quelle grosse margherite di peluche a cui tiravi la cordina e faceva la musica. L’ho strapazzata cosi tanto che alla fine la nonna le aveva dovuto fare un makeover completo in pile viola… 🙂

  • Reply
    baby1979
    giugno 1, 2015 at 2:01 am

    Io avevo Bubi, un orsetto porta-pigiama che mi avevano regalato alla nascita e da cui non mi separavo mai, nonostante a forza di morsi, abbracci e lavatrici forse infletrito e guercio da un occhio…ho vissuto malissimo il suo passaggio ai nipoti, nonostante fossi piu’ che ventenne.
    Il mio ex mi aveva regalato una renna, che quando mi ha mollata e’ diventato il peluche del mio cane Whisky….mi sembrava una fine appropriata! 🙂

    • Reply
      mammacongelo
      giugno 1, 2015 at 12:09 pm

      ahahahaha scusa ma mi hai fatto troppo ridere!! 😀

  • Reply
    Ale_clez
    giugno 1, 2015 at 8:10 pm

    …ahaha post fantastico Ale. Peluche preferito?? Una pecorella e un orso. ordine, cosi si chiamava il secondo,lo regalarono a mia mamma in ospedale quando sono nata. Era lungo circa 90cm quindi era enorme x me…ci sono milioni di foto in cui lo trascino x un orecchio x tutta casa. Ma nelle notti col temporale avevo lui e mi sentivo protetta. Ora è a casa dei miei nel lettino che la piccola Lata usa x i pisolini. Amche lei lo adora e io amo l’idea che il “vecchietto” dopo 35 anni, sia ancora nella mia vita… 🙂

    • Reply
      Ale_clez
      giugno 1, 2015 at 8:12 pm

      mannaggia al correttore automatico del telefono. Si chiama Orsone…lo so, alla faccia della fantasia. 😛

  • Reply
    mariantonietta
    giugno 9, 2015 at 11:37 am

    Il mio era un orso, detto il gugulino. Orrendo.
    Giulia invece qualsiasi cosa gattosa.

  • Leave a Reply

    Questo blog utilizza i cookie per migliorare l\\\'esperienza di navigazione, nel rispetto dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. More Info | ACCETTO